Cose di donne. Il tizio sulla panchina

Nel primo pomeriggio sono andata a fare la mia marcia, qualcosa di più 7 km, a metà percorso mi sono seduta su una panchina vicino al fiume che scorre in città. Arrivando alla panchina ho visto che una ragazza che era seduta sulla panchina prima si era alzata ed è andata a sedersi su un'altra panchina. La panchina su cui di solito preferisco sedermi è l'ultima in fondo, ma lì c'era un tizio, quindi io mi sono seduta sulla panchina prima della sua. Fra una panchina e l'altra ci saranno 5 o 6 passi. Il tizio stava fumando a me arrivava tutta la puzza.

M sono messa a fare le mie cose al telefono. A un certo punto vedo una persona proprio davanti a me a pochissimi centimetri di distanza dalle mie ginocchia, era quello che fumava. Un tipo sui 25 anni. Sporco, puzzolente. Un ubriacone, mi sono subito alzata, ho alzato anche la mano per tenerlo a distanza. Lui ha creduto che volessi stringergliela perciò me l'ha stretta. Mi sono divincolata e allontanata. Lui ha borbottato «si sieda, si sieda». Sono andata a sedermi sulla panchina su cui prima era seduto lui. Mi sono sputata sulla mano più volte, l'ho asciugata sui pantaloni, mi faceva schifo.

Poi mi sono girata e ho visto che il tizio è andato dalla ragazza di prima. Anche con lei si è messo proprio davanti alla panchina. A questo punto io mi sono alzata e l'ho puntato. Non sono una tipa molto atletica e neanche troppo bellicosa, ma ero pronta a scattare se avessi visto che le cose si mettevano male. Anche la ragazza si era alzata anche lei ha teso il braccio per non farlo avvicinare. Nel frattempo era arrivata un'altra signora pure lei si è alzata, guardava scena. La ragazza si è allontanata è andata oltre alla mia panchina e si è messa all'inpiedi a guardare il telefono.Il tizio si è seduto.

Sono cose che capitano a noi donne solo perché siamo donne.

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